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Il Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo, dedicato allo strumento musicale che ha reso celebre la città in tutto il mondo, ospita una ricca collezione di fisarmoniche, tra cui molti pezzi storici. Francesca Travaglini intervista il direttore Alessandro Mugnoz.

D: Stiamo scoprendo i musei delle Marche, stavolta ci dirigiamo al museo della fisarmonica insieme proprio al direttore Alessandro Mugnoz, benvenuto.

R: Un saluto a tutti gli ascoltatori.

D: Ecco ci spostiamo al museo internazionale della fisarmonica di Castelfidardo, come nasce questo museo, che cosa ci troviamo all’interno?

R: Allora il museo nasce nei primi anni 80, anzi proprio nel 1981 enon è l’unico museo del genere, perché ne esistono altri in Italia e nel mondo, però posso dire che è il museo più importante dello strumento perché si trova nella città, culla della fisarmonica quindi raccoglie veramente tanti esemplari e per esempio il più antico, è uno strumento italiano è un organetto come come veniva chiamato da Paolo Soprani, risalente al 1870 ma poi abbiamo tanti altri strumenti ancora più antichi francesi, gli accordeon romantique della prima metà del 1800, abbiamo addirittura quella che è una chicca del nostro museo e una copia di uno strumento ideato niente meno che da Leonardo da Vinci dove per la prima volta una tastiera viene posta in modo verticale come nelle fisarmoniche e azionata da un mantice diciamo che manca solo le AN libere che danno quel suono caratteristico, dello strumento però  è la prima volta, questa invenzione del grande Leonardo in cui uno strumento dall’aspetto simile alla fisarmonica viene proprio ideato e disegnato, nessuno cioè non abbiamo notizie se poi questo strumento fu costruito nel Rinascimento e negli anni successivi, però diciamo che al museo c’è una copia moderna di questo strumento ecco.

D: Ma è molto importante anche a livello di imprenditoria locale, come dicevi tu e come sto leggendo anche dal sito, che vi invito comunque a spulciare, museo della fisarmonica.it.

R: Castelfidardo è conosciuta in tutto il mondo per questa produzione, grazie all’ingegno di Paolo Soprani no che già nel 1863 realizzò questa prima industria italiana della fisarmonica, che tra l’altro prosegue anche ai nostri giorni, prosegue diciamo che lo strumento negli ultimi anni o anche decenni ha perso un po’ quel suo appeal che aveva prima e tant’è che credo che molti giovani lo considerino uno strumento vecchio, invece attenzione è il più giovane tra gli strumenti acustici, cioè tolti gli strumenti elettronici è il più giovane perché è nato, sì a metà 800 più o meno, ma poi si è perfezionato nei decenni e diciamo che la versione attuale, quella che si insegna nei conservatori, è degli inizi della prima metà del 1900, quindi è uno strumento giovanissimo e si pensi che proprio negli anni 50 del secolo scorso la voce Fisarmonica in Italia, come vendite, come esportazioni, era a livello economico seconda solo alle automobili e alla Fiat in testa, quindi pensi quante migliaia centinaia di migliaia di strumenti si vendevano in tutto il mondo soprattutto in America, quindi sì Castelfidardo è ancora la, il portabandiera no, l’emblema di questo strumento ci sono ancora decine di aziende adesso di dimensioni minori ma producono strumenti insuperabili, poi ci sono i terzisti.

D:  Comunque c’è un bel movimento anche a livello lavorativo e di imprenditoria intorno a questo strumento che speriamo, quindi riconosca,  e riviva una primavera bellissima, perché da solo fa un’ intera orchestra.

R: Brava, hai detto bene perché è uno strumento come tutti gli strumenti polifonici, la tastiera poi questo strumento ha due tastiere, quindi con un polmone interno che è il mantice e quindi è stereofonico, sua natura il suono si propaga da due fonti sonore differenti e produce un sacco di sonorità grazie ai suoi registri, quindi è vero, è una piccola orchestra in miniatura e poi negli ultimi decenni con l’applicazione dell’Elettronica poi del Midi, poi adesso del digitale è uno strumento che veramente posso dire eccezionale, lo dico anche da musicista perché io sono anche musicista.

D: Ultima domanda da ignorante, quindi me la spiegherai tu le AN, che cosa sono, hai fatto riferimento prima alle an della F.

R: Sì prima le ho citate le AN, ci sono delle lamelle di acciaio o di metallo, comunque in generale, oggi sono di acciaio svedese, molto qualificato diciamo che producono quel caratteristico suono, quel timbro unico, quindi sono delle lamelle che sono internamente poste allo strumento.

D: Perfetto, quindi il cuore un po’ dello strumento.

R: Sì è il polmone dello strumento, il mantice, le AN, sono il cuore perfetto.

D: Quando lo troviamo aperto questo museo?

R: Allora ci sono orari invernali ed estivi adesso con gli orari estivi naturalmente.

D: Quindi intanto io vi ricordo il sito che è museo della fisarmonica.it e ringrazio il direttore Alessandro Mugnoz per avercelo raccontato così bene.

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