Ospite della rubrica TREND su RADIO LINEA N.1, ANTONIO SPADACCINI, direttore generale di PANSO INC., analizza lo stato del mercato energetico globale tra la volatilità di oil & gas e le energie rinnovabili. Spadaccini riflette inoltre sul ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale, sull’importanza della verifica umana dei dati e offre consigli pratici ai giovani ingegneri per il proprio percorso professionale.
Intervista a ANTONIO SPADACCINI, direttore generale di PANSO INC..
LA SINTESI
Si parla di consulenza ingegneristica in un mondo che sta cambiando rapidamente con la transizione energetica. Come sta cambiando il mercato in questa fase tra oil & gas e rinnovabili?
Purtroppo il mercato è molto volatile perché, con i conflitti attorno al mondo, ogni giorno c’è una sfida nuova che dobbiamo vincere e combattere prima. Le energie rinnovabili, rispetto a quelle classiche e tradizionali dell’oil & gas, subiscono arresti e ripartenze in funzione degli approvvigionamenti e dei rapporti con tutte le nazioni, tra cui Venezuela, Arabia Saudita o il contesto dell’Iran. È un mondo molto fluido: si tende, anche se con lentezza, verso le rinnovabili, ma il vero punto d’arrivo sarà quello del nuovo approccio al nucleare, che verosimilmente non sarà operativo prima di cinque anni.
In questa transizione energetica e digitale, come si colloca l’intelligenza artificiale nel vostro settore?
L’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante e diversi player hanno fatto investimenti molto importanti. Il problema dell’intelligenza artificiale resta sempre la verifica del dato e la verifica dell’output. Il lavoro si sposterà quindi verso professionisti ‘verificatori’ piuttosto che ‘compilatori’: chi si occupava di data entry e analisi dati vedrà cambiare le proprie mansioni, non solo nell’ingegneria ma anche tra notai, avvocati e banche. L’ultimo step, ovvero la verifica del dato, rimarrà sempre a carico dell’uomo. Per questo stiamo affrontando questa conversione con molta cautela e attenzione, per non incorrere in errori macroscopici.
Il vostro è un settore ad altissima specializzazione dove servono competenze tecniche solide. Che consiglio daresti a un ragazzo che vuole costruirsi una carriera in questo ambito?
Il consiglio è andare all’estero quando si è giovani per fare un’esperienza di campo e di impianto. Amo dire che bisogna ‘toccare il ferro’, ovvero andare sul campo e vivere i problemi degli impianti, che si tratti di fotovoltaico, eolico, raffinerie o gasdotti. Avere in giovane età un’esperienza sul campo consente poi negli anni successivi di sviluppare una carriera importante su basi solide, avendo vissuto direttamente i concetti e le dinamiche di funzionamento dell’impianto.


