Clara Romanelli illustra come effettuare il cambio di stagione in cucina, riorganizzando la disposizione degli utensili e controllando le scadenze degli alimenti per evitare gli sprechi. Spazio anche al recupero dei tessuti di qualità custoditi nei bauli e alla pianificazione flessibile dei menu settimanali per ottimizzare la spesa.
Intervista a Clara ROMANELLI, organizzatrice domestica.
LA SINTESI
Perché novembre è il mese da cui partire per organizzare la cucina?
L’organizzazione di novembre parte dalla cucina perché, muovendosi in anticipo, si arriverà a Natale sereni e senza essere sopraffatti dalle cose da fare all’ultimo secondo. Avendo già concluso il cambio di stagione degli armadi, è il momento di dedicarsi alla cucina.
In cosa consiste il cambio di stagione in cucina?
Consiste nello spostare e scambiare sulle mensole gli strumenti e le attrezzature in base all’uso stagionale. Ad esempio, gli accessori per il barbecue vengono riposti più lontani, mentre la strumentazione per fare la pizza o l’impastatrice vengono portate in primo piano. È anche l’occasione per spolverare e controllare le farine e il riso per prevenire la formazione di farfalle del cibo.
Come si lega questa riorganizzazione alla lotta contro gli sprechi?
Il riordino nasce proprio come un sistema anti-spreco. Effettuando il cambio di stagione si controllano le date di scadenza, si rinfrescano le dispense e si eliminano i prodotti dimenticati o mal conservati.
Come ci si deve regolare con le tovaglie, i piatti e i tessuti da cucina?
Gli strofinacci o le presine bruciacchiati e rovinati vanno eliminati senza troppi rimpianti. Al posto dei tessuti moderni di scarsa qualità, vale la pena rispolverare la dote e le vecchie tovaglie custodite nei bauli o in soffitta, che hanno una resistenza decisamente superiore. Anche per i piatti è utile fare una rotazione dei servizi per utilizzare quelli dimenticati da tempo.
Come cambia la gestione del menu e della spesa in questa stagione?
Con l’autunno arrivano alimenti di stagione come le zucche, che si prestano a molteplici ricette. È utile preparare un planner alimentare flessibile con 13 o 14 pasti diversi, senza legarli rigidamente ai singoli giorni della settimana. Questo consente di quantificare gli ingredienti necessari, ridurre lo spreco di cibo e fare la spesa al supermercato non più di due volte a settimana per i soli prodotti freschi.


