MAX PROIETTI presenta il nuovo podcast ‘Prima del Rumore’ su RAIPLAY SOUND

da | Ott 9, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Cultura | 0 commenti

Max Proietti, fenomeno del true crime e laureato in psicologia, racconta ai microfoni di Radio Linea N.1 il suo nuovo podcast ‘Prima del Rumore’, in uscita il 14 ottobre su RaiPlay Sound. L’opera affronterà sei casi di cronaca nera concentrandosi sugli aspetti psicologici ed umani che precedono il clamore mediatico, mantenendo sempre un approccio etico e di rispetto per le vittime.

Intervista a Max Proietti, autore e podcaster.

LA TRASCRIZIONE

Dopo il successo del tuo libro ‘Gli occhi del male’, torni dal 14 ottobre su RaiPlay Sound con il podcast ‘Prima del Rumore’. Come ti sei appassionato al true crime?

La base è la psicologia, la materia in cui sono laureato. Studiare la parte misteriosa ed oscura della mente umana è ciò che mi affascina di più. Poi un giorno, casualmente, mi hanno chiesto di parlare di un killer, il contenuto è piaciuto ed è iniziato tutto da lì.

In questo nuovo podcast analizzerai sei casi di cronaca nera, giusto?

Sì, sono sei casi di cronaca nera completamente diversi l’uno dall’altro. Cercheremo di vedere quello che c’è dietro, prima che il rumore mediatico prenda il sopravvento sul caso.

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere agli ascoltatori di questo tipo di podcast?

Vorrei ricordare di non far diventare queste vicende dei romanzi appassionanti. Dietro a ogni storia di cronaca nera c’è sempre una vittima e un mondo di persone che soffrono per quelle perdite. Appassionarsi va bene, ma occorre farlo sempre con profondo rispetto.

Perché il titolo ‘Prima del Rumore’?

Perché cerco di raccontare ciò che accade prima che l’impatto mediatico travolga il caso. Quando c’è troppa sovraesposizione, spesso non si parla più della vittima ma ci si concentra solo sul colpevole, sul giudizio e sulle polemiche.

Esserti immerso così a fondo nel true crime ha cambiato il tuo modo di vedere le persone intorno a te?

Fortunatamente no, per me è un lavoro e riesco a staccarmi da quel mondo. Se dovessi farmi condizionare da tutte le storie terribili di cui tratto ogni giorno non uscirei più di casa. Riesco a scindere le cose e continuo a fidarmi dell’essere umano.