Il teologo biblista fr. ALBERTO MAGGI commenta il Vangelo del giorno con la parabola dei vignaioli omicidi nel testo di Matteo.
Un’analisi profonda sul messaggio d’amore e di pazienza inesauribile di Dio di fronte all’avidità e agli interessi del potere religioso.
Intervista a fr. ALBERTO MAGGI, teologo e biblista.
LA TRASCRIZIONE
Che cosa ci racconta il Vangelo del giorno?
È un Vangelo molto forte tratto da Matteo, in cui Gesù affronta le massime autorità religiose del suo tempo senza alcuna soggezione. Introduce la parabola dei vignaioli omicidi, costruita sul celebre canto della vigna del profeta Isaia. La vigna è da sempre il simbolo di Israele e dell’amore premuroso di Dio, che però si scontra con una tragica ingratitudine. Nella storia d’Israele, Dio ha inviato i suoi profeti per raccogliere i frutti della giustizia, ma sono stati perseguitati e uccisi. Nonostante ciò, Dio mostra una pazienza inesauribile e invia il suo Figlio unico. Proprio qui si scatena l’odio dei vignaioli che decidono di ucciderlo per prenderne l’eredità. Gesù muore per l’interesse della casta sacerdotale, la brama di potere e la paura di perdere i propri privilegi. La parabola anticipa profeticamente la passione di Gesù, condannato fuori dalle mura di Gerusalemme. I capi religiosi, capendo che la parabola era riferita a loro, avrebbero voluto arrestarlo ma temevano la folla. Da quel momento inizierà una serie di attacchi per screditare Gesù, ma da ognuno di essi egli uscirà ancora più forte.


