Le costellazioni familiari di Hellinger: intervista a GIUSY SHIN

da | Ott 4, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Formazione, Cultura | 0 commenti

GIUSY SHIN ai microfoni di Beatrice Silenzi approfondisce il tema delle costellazioni familiari e della trasmissione transgenerazionale. Un viaggio tra le teorie di Bert Hellinger, la memoria genetica ed emotiva e i richiami presenti nelle serie TV.

Intervista a GIUSY SHIN, esperta di costellazioni familiari.

LA TRASCRIZIONE

Parliamo oggi di costellazioni familiari insieme a Giusy Shin. Che cosa c’è da sapere su questo argomento e cosa può essere d’interesse per i nostri ascoltatori?

Le costellazioni familiari non sono oroscopi. Si parte dall’assunto che non siamo solo il frutto dell’unione cellulare dei nostri genitori, ma che le cellule conservino la memoria dei nostri antenati. Ci portiamo dietro non solo il corredo genetico, ma anche le loro emozioni, i non vissuti e i destini non scelti, che entrano a far parte del nostro campo sistemico.

C’è una sorta di scientificità o di protocollo codificato in questo percorso?

Nasce in un contesto collegato alla psicologia, alla psicogenealogia e alla teatroterapia, anche se ci tengo a precisare che non è psicologia. Segue un protocollo con regole ben precise, fondato da Bert Hellinger. Spesso ereditiamo somiglianze, tratti del carattere e scelte dai nostri avi, e persino la fisica quantistica affronta oggi concetti legati a queste interconnessioni energetiche.

In che modo le storie della cultura popolare o le serie TV raccontano il tema della transgenerazionalità?

Nelle narrazioni e nelle serie TV, come ad esempio Outlander, ritroviamo spesso il tema del tempo circolare e dell’amore che attraversa le epoche. Nonostante i tentativi dei protagonisti di modificare la storia, ciò che sostiene e lega le generazioni è proprio l’amore, che nelle costellazioni si declina negli ‘ordini dell’amore’.

Che insegnamento possiamo trarre dall’analisi dei sistemi familiari nelle narrazioni?

Ci fa comprendere che tutto è collegato e che il tempo non è una linea retta, bensì una struttura circolare o a spirale, simile a quella del DNA. All’interno di questa dinamica abbiamo sempre la possibilità di evolvere, crescere e ritornare sui nostri passi con una consapevolezza rinnovata.