Ospite di BEATRICE su RADIO LINEA N.1, LUCA de I SOLITI CINEFILI presenta le ultime uscite al cinema e apre una riflessione sul rapporto tra cinema e cronaca nera. In particolare, il dibattito si concentra sull’utilità e sul valore educativo delle pellicole ispirate a tragedie reali come quella di GIULIA CECCHETTIN.
Intervista a LUCA, critico cinematografico de I SOLITI CINEFILI.
LA SINTESI
Da dove vuoi partire con le novità del cinema?
Partiamo dalle nuove uscite. Il primo film che consiglio in sala è Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh, già regista di Gli spiriti dell’isola e Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Presentato alla Mostra del Cinema di VENEZIA, dove uno dei suoi protagonisti, John Malkovich, ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore, vede nel cast anche Sam Rockwell e Steve Buscemi. Racconta di agenti della CIA negli anni ’70 ed è una commedia nera ricca di dark humor, non drammatica e molto elogiata dalla critica.
Quali altri film consigli di vedere al cinema?
Troviamo Dio ride, un film diretto da Giovanni Veronesi con due grandissimi attori italiani come Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando. Inoltre, cambiando genere, c’è Se domani non torno, diretto da Paola Randi con Filippo Timi e Tecla Bossi, un biopic drammatico che racconta la vicenda di GIULIA CECCHETTIN.
Riguardo ai fatti di cronaca, che senso ha riproporre al cinema o nelle serie eventi tragici di cui la stampa e la TV parlano già continuamente?
Rispetto a casi più nebulosi o complessi come Garlasco o Yara, la vicenda di GIULIA CECCHETTIN ha una dinamica e una responsabilità chiare e l’assassino è in carcere. Il film punta a far comprendere il dolore della famiglia e la dinamica dei fatti. Viviamo in un’era dominata dalla cronaca nera in TV, sui social e nei podcast perché è un tema che affascina lo spettatore. Riprodurre certe storie al cinema fa male, ma a volte è necessario affinché tragedie simili non si ripetano.
Ma un film al cinema ha davvero un’efficacia formativa ed educativa sufficiente per prevenire certi reati?
Ovviamente non basta il cinema da solo e il lavoro educativo principale deve essere fatto da tutti, dai genitori ai figli. Tuttavia, il cinema rappresenta un ulteriore strumento in grado di raggiungere tutte le generazioni, dai più giovani ai più grandi, per aiutare a comprendere ed evitare che determinati fatti accadano di nuovo.


