Pierluigi Rausei, dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, interviene a Radio Linea N.1 per illustrare le novità normative sui licenziamenti nelle piccole imprese. Dalla sentenza della Corte Costituzionale che supera il limite del risarcimento alle regole del Decreto 179/2026 sulla nullità dei licenziamenti gestiti da intelligenza artificiale, ecco l’analisi completa.
Intervista a Pierluigi Rausei, dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
LA SINTESI
Quali sono le novità sui licenziamenti nelle piccole e medie imprese dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale?
La Corte Costituzionale, con la sentenza 174 del 2026, è intervenuta su una norma di 60 anni fa, la legge 604 del 1966, che per le imprese fino a 15 dipendenti fissava un tetto massimo di 6 mensilità di risarcimento in caso di licenziamento ingiustificato. Ricordiamo che un licenziamento, per essere valido, deve essere motivato da giusta causa, da giustificato motivo oggettivo o da giustificato motivo soggettivo; altrimenti è illegittimo. Il regime sanzionatorio distingue tra i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 (regolati dal Jobs Act, Decreto 23 del 2015) e quelli assunti precedentemente (tutelati dalla legge 604 del 1966 e dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, legge 300 del 1970). Con la sentenza 174/2026, la Consulta ha eliminato il tetto delle 6 mensilità: i lavoratori delle PMI possono ora ottenere risarcimenti fino a 10 o 14 mensilità, affidando al giudice la valutazione del caso concreto, inclusi la personalità del lavoratore, le qualità dell’attività svolta e le circostanze del licenziamento. Resta confermata la soglia minima di tutela di 2,5 mensilità (due mensilità e mezzo).
Cosa cambia invece per i licenziamenti nulli e per l’impiego delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale?
Per i licenziamenti nulli, come quelli discriminatori, si aggiunge una novità fondamentale: il decreto 179 del 2026 (entrato in vigore il 23 ottobre) vieta al datore di lavoro di gestire un licenziamento in modo totalmente automatizzato tramite intelligenza artificiale. Se il licenziamento viene deciso o gestito integralmente da un’IA, si configura una nullità del licenziamento. La nullità, sia nelle piccole che nelle grandi imprese, comporta il diritto alla reintegrazione del lavoratore nel proprio posto di lavoro. Si tratta della medesima tutela rafforzata prevista per le lavoratrici madri, i lavoratori padri e per chi subisce discriminazioni sul luogo di lavoro, garantendo così un importante riequilibrio di tutele ed equità per i dipendenti delle piccole imprese.


