Direttamente da Città del MESSICO, due ospiti del popolo azteco accolti dall’associazione APS Un Boschetto raccontano la loro cultura, i vestiti tradizionali lavorati a mano e la profonda spiritualità legata al rispetto della natura.
Intervista a MAYAHUEL e EHECATL, rappresentanti del popolo azteco, e MARIA RITA SELVAGGIO dell’associazione APS Un Boschetto.
LA SINTESI
Che sorpresa ci avete fatto oggi in studio. Abbiamo qui con noi Maria Rita Selvaggio dell’associazione APS Un Boschetto e due ospiti speciali. Di chi si tratta?
Sì, stiamo ospitando due persone del popolo azteco arrivate direttamente da Città del MESSICO. È una bellissima sorpresa vederli in studio con i loro costumi originali per raccontare la cultura azteca.
Qual è il senso della loro presenza qui in Italia?
Durante le conferenze che faremo in questi giorni in Italia, ci racconteranno la storia di una cultura che ha subito diverse ingiustizie. Il senso di averli qui è far conoscere la loro versione della storia, che per certi versi è diversa da quella che conosciamo noi.
Quali sono i vostri nomi in lingua azteca e cosa significano?
Io mi chiamo Mayahuel, che significa succo di agave. Lei invece si chiama Ehecatl, che significa vento.
Quali sono gli appuntamenti previsti per la giornata di oggi?
Oggi pomeriggio saremo a MONTECOSARO. Alle 18:00 il sindaco accoglierà Mayahuel e sua moglie come rappresentanti del popolo azteco per ridare loro dignità e riconoscerli come popolo. Alle 21:00, sempre al Comune di MONTECOSARO, si terrà una conferenza sulla cultura e sulla spiritualità del popolo azteco.
Cosa rappresenta il vostro abito tradizionale?
La parte bassa rappresenta la fertilità, mentre altre parti servono da protezione. Ogni elemento dell’abito viene collocato dove si riteneva potesse entrare l’energia, buona o cattiva. Gli Aztechi erano un popolo spirituale che aveva tra le sue ottanta leggi il rispetto per l’aria, l’acqua, la terra e tutti gli esseri viventi. Per noi non esisteva la religione nel senso occidentale, ma il rispetto per la natura.
Quanti siete oggi nel mondo a portare avanti la tradizione azteca?
Si può calcolare che oggi siamo circa 60.000 in tutto il mondo, dal CANADA fino al MESSICO, anche se sono purtroppo sparite quasi tutte le etnie e comunità naturali presenti un tempo.
I vostri abiti sono realizzati interamente a mano e la tradizione si tramanda in famiglia?
Sì, facciamo tutto con le mani. Sono abiti ricamati a mano o lavorati in pelle, ed è una tradizione artisana e culturale che si tramanda di padre in figlio e di generazione in generazione.
Cosa mangiavano gli Aztechi?
La base dell’alimentazione era costituita da mais, amaranto, zucchine e fagioli. Si consumavano anche insetti come zanzare e vermi, oltre al pesce ottenuto dalla pesca. Sempre nel massimo rispetto della natura: prima di mangiare si rendeva grazie offrendo il cibo al fuoco e all’acqua.
Cambieresti la tua vita con quella di un altro?
No. L’importante è conservare lo spirito delle piante e di tutti gli elementi, perché in ogni cosa c’è lo spirito e lo spirito è energia. Per noi la parola Teotl significa energia, e la cosa più importante in assoluto è conservare la natura.
Come si dice grazie nella vostra lingua?
Si dice Tlazocamati. Nello specifico, Tlazocamati Hueyi Teotl significa grazie alla grande energia.


