Maurizio MANGIALARDI: ricostruzione nelle MARCHE e giunta ACQUAROLI

da | Ott 28, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Attualità | 0 commenti

Il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio MANGIALARDI interviene sull’indagine della Guardia di Finanza che ha investito la giunta regionale delle MARCHE. Al centro dell’intervista, le presunte infiltrazioni criminali nella ricostruzione post-terremoto, la gestione degli enti regionali e il ruolo dell’opposizione.

Intervista a Maurizio Mangialardi, consigliere regionale del Partito Democratico.

LA SINTESI

Cosa è successo questa mattina nel Consiglio regionale a MUCCIA, qual è il vostro punto di vista e cosa intendete fare alla luce delle ultime novità sull’indagine della Guardia di Finanza?

Doveva essere un Consiglio regionale celebrativo, organizzato per la prima volta fuori dalla sede anconetana a MUCCIA per testimoniare vicinanza alle aree colpite dal terremoto a dieci anni di distanza. Fino a qui eravamo tutti d’accordo, pur con le regole del Consiglio che prevedevano l’intervento dei soli capigruppo. Ma tutto questo è stato stabilito prima della settimana scorsa, quando c’è stato un altro ‘sisma’ che ha colpito PALAZZO RAFFAELLO e di nuovo le aree terremotate: un’indagine giudiziaria che ha portato a numerosi arresti e a una situazione molto complessa che non poteva essere taciuta. L’iniziativa autocelebrativa poteva anche andare bene, ma la propaganda no. Io ho passato quasi quattro anni della mia vita amministrativa come presidente dell’ANCI girando tutti i comuni del cratere e oggi ci troviamo di fronte a un fatto grave: la malavita organizzata è entrata dalla porta principale nel cantiere della ricostruzione più grande d’Europa. E chi ha aperto quella porta è stato il ‘braccio destro’ del Presidente ACQUAROLI, Gianluca PISTARELLI, che al tempo dei fatti contestati era Capo di Gabinetto al settimo piano del palazzo regionale. È un fatto di una gravità inaudita che non può essere minimizzato. Il Presidente della Regione MARCHE ha tenuto un atteggiamento mutevole: prima ha detto di essere stato tradito, poi di aver avuto delle voci e per questo di non aver rinnovato il contratto, e infine oggi chiede scusa ammettendo che probabilmente sono state fatte cose illecite. Ogni suo passaggio aggiunge ulteriore gravità alla vicenda, perché non parliamo dell’usciere della Regione, ma del Governatore.

Cosa intendete fare adesso come opposizione e qual è secondo voi il passo successivo che andrebbe fatto?

La vicenda va scissa su due fronti. Il primo è quello della giustizia, che deve fare il suo corso nei tempi giusti senza tenere le persone in sospeso. Il secondo riguarda la responsabilità politica del Presidente. Sul fronte del terremoto il suo Capo di Gabinetto è stato arrestato con accuse di tangenti, concussione e rapporti con la malavita e organizzazioni di tipo mafioso, camorristico e ‘ndranghetista. Su ATIM hanno combinato un macello e hanno dovuto mandar via Bruschini; su SVEM non mi pronuncio nemmeno, mentre sulla sanità vi assicuro che si stanno attuando le peggiori scelte gestionali possibili. Noi tracciamo una riga sui fatti e continueremo a porre temi e a fare domande. Non si tratta di fare la solita opposizione che ‘schifia’ perché non governa: questo è il mandato che i cittadini ci hanno dato nel 2020 quando ho perso le elezioni come candidato presidente. Svolgo il mio compito ogni giorno con determinazione per la nostra comunità, basandomi sui dati e sulle carte emersi finora.