Diego FUSARO: il carovita e le proteste tra FRANCIA e ITALIA

da | Ott 18, 2026 | APPROFONDIMENTO, Economia, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Cultura, Attualità | 0 commenti

Il filosofo Diego Fusaro commenta le manifestazioni popolari contro il carovita in Europa. Nell’analisi riflette sulla differenza tra le violenze di piazza e la ‘violenza originaria’ delle difficolta economiche che colpiscono famiglie e lavoratori.

Intervista a Diego Fusaro, filosofo e saggista.

LA SINTESI

Diamo il benvenuto al filosofo e ideatore del sito filosofico.net Diego Fusaro. Stiamo commentando le proteste per il carovita e i tumulti in molte citta, con violenze che vanno condannate a prescindere. Il governo sembra pero concentrarsi piu sulla repressione delle violenze che sul dare risposte alle origini di queste proteste, e cioe che il popolo italiano non ne puo piu. Qual e la tua visione?

Hai detto perfettamente l’essenziale. Le proteste sono sempre soggette a possibili derive nella violenza, che dev’essere indubbiamente condannata. Tuttavia, non bisogna evitare di condannare la ‘violenza originaria’ a cui le proteste rispondono, ovvero la violenza del carovita che si abbatte come una scure sulla vita dei ceti nazionali popolari, sui lavoratori e sui ceti medi sofferenti. Questo e l’esito di un processo ormai naufragato, quello della globalizzazione neoliberale, dell’Unione Europea annessa e delle guerre sostenute dall’UE, prima fra tutte la guerra in Ucraina, dove sono stati letteralmente dilapidati miliardi per fornire soldi e armi a Kiev in un conflitto che tra l’altro Kiev ha gia perso. Le proteste sono state e sono tuttora fortissime in Francia, mentre in Italia se ne avverte un’eco molto depotenziata. Del resto, il popolo francese ha una storicita e una consuetudine con le rivolte, le jacqueries e i moti di protesta, fino alle rivoluzioni come quella del 1789. Come diceva Kant a proposito del 1789, quell’immagine non sbiadira mai e restera impressa nell’immaginario di un popolo che sara sempre piu propenso a scendere in piazza e a non mantenere un rapporto subalterno verso il potere. In Francia le proteste intrecciano diversi temi: oltre al carovita, c’e il tema della scuola, ormai al collasso a causa delle cure neoliberali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni che la stanno distruggendo. C’e poi il tema della guerra: il popolo francese, cosi come quello tedesco e la maggior parte degli italiani, non vuole la guerra con la Russia. Le proteste sono dunque giuste nella loro origine, ma il sistema mediatico da spazio unicamente alla violenza, prendendo la parte per il tutto e mostrando le immagini dei facinorosi che spaccano vetrine o danno fuoco alle auto. Si tratta di scene deplorevoli usate con una vecchia strategia del potere per delegittimare l’intera protesta e far passare tutti i manifestanti per criminali. Va inoltre evidenziato il ritorno in piazza delle Giubbe Gialle (Gilets Jaunes) al fianco degli studenti, un’unione tra classe lavoratrice e studentesca che ricorda per certi versi le fasi iniziali del movimento del ’68.

Oltre ai tuoi libri, tra cui l’ultimo ‘Consumo dunque sono. Cartesio e la genesi filosofica del capitalismo’ edito da Guerini e Associati, dove possiamo incontrarti dal vivo nei prossimi appuntamenti?

Ci vedremo il 22 ottobre a Terni, dove insieme a Ferdinando Bergamaschi parleremo di ‘Fascisti e antifascisti ieri e oggi’. Successivamente, il 27 ottobre saro a Civitanova Marche, presso il ristorante L’Antica Campagna, per una serata dedicata al tema del rapporto tra filosofia e cibo.