Organizzare la scrivania tra ordine e “caos geniale”: il consiglio di CLARA ROMANELLI

da | Ott 16, 2026 | APPROFONDIMENTO, Lavoro, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Cultura | 0 commenti

Nella seconda parte dell’approfondimento dedicato all’organizzazione dello spazio di lavoro, CLARA ROMANELLI illustra come l’ordine della scrivania influenzi l’efficienza e la concentrazione. Viene analizzato anche il concetto di “caos geniale” e quali oggetti essenziali debbano trovare posto sulla propria postazione.

Intervista a CLARA ROMANELLI, personal organizer.

LA SINTESI

L’ordine mentale passa attraverso l’ordine presente nei nostri ambienti di lavoro?

Tendenzialmente sì. Abbiamo preso come esempio la scrivania per sintetizzare il concetto di spazio di lavoro, anche se non tutti ne utilizzano una. L’ordine fisico ci aiuta a mantenere la concentrazione e ad essere più efficienti, permettendoci di non sprecare tempo a cercare qualcosa o rischiare di non accorgersi di averlo perso.

Rimettere in ordine una stanza o un ambiente sottosopra, con vestiti od oggetti sparsi, aiuta davvero a migliorare la concentrazione?

In linea generale sì, ma dipende molto da come funzioniamo individualmente. Se una persona manca di capacità organizzative, avere una routine per riorganizzare i propri spazi la aiuta ad acquisire e mantenere questa abilità. Se invece una persona vive molto bene nel caos, imporre l’ordine diventa una forzatura che non porta a nulla. In generale, avere uno spazio organizzato ci permette di sviluppare una creatività diversa, perché possiamo essere noi a gestire e creare quel caos in base a ciò che vogliamo realizzare.

Quali sono i vantaggi di una scrivania ordinata rispetto a una nel caos o disordinata?

Se svolgiamo un lavoro standardizzato, amministrativo o di routine, abbiamo assoluto bisogno di ordine. Una scrivania o una postazione nel caos può rivelarsi utile quando si fa brainstorming e si devono tirare fuori idee fuori dagli schemi. Tuttavia, se normalmente si lavora nel disordine per qualunque tipo di attività, tutto diventa molto più difficile.

Che cosa deve esserci sopra la scrivania e come la si deve organizzare?

È bene partire dall’essenziale creando una scrivania minimalista con tre o quattro oggetti fondamentali: un computer, il portapenne, un bloc-notes e il mouse. Successivamente, in base alle esigenze e al tipo di lavoro, si possono fare degli upgrade aggiungendo mensole o cassettieri intorno a noi, mantenendo però uno spazio aperto di fronte a sé per stimolare concentrazione e creatività.

La scrivania deve avere dimensioni particolari?

Non è necessario. Bisogna puntare sulla flessibilità e sulla consapevolezza di ciò di cui si ha effettivamente bisogno.

Se non si usa una scrivania ma un tavolo della cucina o del soggiorno, anche temporaneamente, valgono le stesse regole?

Sì, qualsiasi piano d’appoggio adibito a postazione lavorativa segue le stesse identiche regole. Anche se si tratta di una soluzione temporanea in cui si tirano fuori le cose per poi riporle a fine giornata, l’approccio organizzativo rimane il medesimo.