KAREN TARANTO: la differenza tra conflitto e litigio nelle relazioni interpersonali

da | Ott 14, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Formazione | 0 commenti

Nella rubrica ‘Oltre il conflitto c’è di più’, la mediatrice familiare KAREN TARANTO spiega perché conflitto e litigio non sono la stessa cosa. Il conflitto nasce dalla naturale presenza di differenze nei bisogni e nei punti di vista, mentre il litigio ne è la manifestazione esterna. Imparare ad affrontare le divergenze in modo costruttivo permette di passare dalla logica ‘io contro te’ al principio ‘noi contro quello che sta accadendo’.

Intervista a KAREN TARANTO, mediatrice familiare.

LA SINTESI

Benvenuta Karen Taranto. Di cosa parliamo oggi nella rubrica ‘Oltre il conflitto c’è di più’?

Buon pomeriggio Francesca e bentrovati a tutti gli ascoltatori. Partiamo da una premessa fondamentale: conflitto e litigio non sono la stessa cosa. Quando parliamo di conflitto, la prima immagine che ci viene in mente è quella di due persone che stanno litigando, con voci che si alzano, accuse, porte che sbattono o silenzi pesanti. Ma siamo sicuri che siano la stessa cosa? In realtà il conflitto nasce quando incontriamo la differenza: due persone che hanno bisogni, desideri, aspettative o punti di vista che non coincidono. E questo succede continuamente, soprattutto nelle relazioni a cui teniamo di più.

Puoi farci degli esempi di come si manifestano queste differenze nella vita quotidiana?

Certo. Ad esempio, io vorrei trascorrere la domenica in famiglia, tu vorresti riposarti. Oppure io penso che nostro figlio abbia bisogno di regole più chiare e tu pensi che abbia bisogno di maggiore libertà. O ancora, io mi aspetto che tu mi ascolti e tu pensi di aver già fatto abbastanza. La differenza da sola non è un problema; il problema può nascere da come la affrontiamo.

In che modo entra in gioco il litigio rispetto al conflitto?

È proprio qui che entra in gioco il litigio: è una delle forme attraverso cui il conflitto si manifesta, la parte più visibile ed esterna, ma non è il conflitto in sé. Possiamo avere un conflitto senza litigare, ad esempio quando riusciamo a parlarne, a confrontarci e a negoziare. E possiamo anche litigare senza affrontare davvero il conflitto, ovvero continuando a ripetere le stesse accuse, tornando sugli stessi episodi e cercando di dimostrare chi ha ragione. In quel caso magari discutiamo a lungo, ma la questione che ci divide rimane esattamente dov’era.

Quale riflessione dovremmo fare quando ci troviamo a litigare?

La domanda interessante da farsi è: quando litighiamo, stiamo cercando di comprendere cosa sta succedendo nella relazione oppure stiamo cercando di dimostrare che il problema è l’altro? Spesso entriamo nel litigio convinti di dover difendere la nostra posizione e più ci sentiamo attaccati, più ci irrigidiamo. L’altro fa lo stesso e finiamo per alimentare una dinamica che nessuno dei due desiderava. Questo non significa che dobbiamo evitare i litigi a tutti i costi, né che ogni conflitto debba necessariamente concludersi con un accordo.

Cosa significa allora gestire un conflitto in modo costruttivo?

Significa imparare a riconoscere che dietro a una differenza può esserci qualcosa che merita di essere compreso: un bisogno, un’aspettativa, una paura, un modo diverso di vedere le cose. Comprendere il punto di vista dell’altro non significa dargli ragione, ma ampliare lo sguardo senza rinunciare al proprio. Quando parliamo di conflitto costruttivo, non parliamo di persone che non litigano mai, ma della possibilità di attraversare le differenze senza trasformarle in una battaglia tra chi ha ragione e chi ha torto. Non siamo ‘io contro te’, ma ‘noi contro quello che sta accadendo’. La domanda giusta non è ‘come facciamo a non litigare più’, ma ‘che cosa possiamo fare di diverso quando non siamo d’accordo’.