In un mondo sempre più complesso, comunicare in modo chiaro e assertivo è fondamentale per la qualità delle nostre relazioni personali e professionali. Durante l’intervista su Radio Linea N.1, ALESSANDRA VECCHI riflette sull’importanza di evitare l’ambiguità e la frustrazione, superando la paura del confronto e cercando un equilibrio costruttivo in famiglia e nel lavoro.
Intervista a ALESSANDRA VECCHI.
LA TRASCRIZIONE
Parlare chiaro conviene sempre?
Parlare chiaro è sempre conveniente. Bisogna saper applicare i giusti filtri per non cedere all’istinto, ma senza stravolgere il messaggio reale. Lasciare le comunicazioni nell’ambiguità o nella ‘nebbia’ impedisce la comprensione reciproca ed è un limite in qualsiasi ambito, da quello familiare a quello professionale.
Perché si tende a lasciare le comunicazioni poco chiare?
Spesso si preferisce la mancanza di chiarezza perché è comoda: quando tutto rimane indefinito, ciascuno può agire come vuole o evitare responsabilità. Tuttavia, questo approccio non è propositivo e impedisce di trovare una direzione condivisa all’interno di un gruppo o di un’organizzazione.
Come si riflette questa dinamica nei ruoli di genere e nella società?
Oggi viviamo una fase di ricerca dell’equilibrio tra energia maschile, tradizionalmente legata alla direzione e all’azione, ed energia femminile, orientata all’accoglienza e all’intuito. La sfida attuale è far integrare queste due componenti senza prevaricazioni, permettendo a uomini e donne di ritrovare il proprio ruolo in modo armonico.
Parlare chiaro rischia a volte di trasformarsi in aggressività?
Direttamente no. Parlare chiaro non significa essere aggressivi o maleducati, ma comunicare in modo gentile ed educato il proprio punto di vista. La rabbia nasce quando si accumula frustrazione per non aver parlato a tempo debito; l’obiettivo deve essere invece una comunicazione assertiva e serena.


