Prosegue la rubrica dedicata all’alfabeto psiconutrizionale insieme alla dott.ssa Miriam Spina. La lettera del giorno è la U di ‘Unicità’: ogni individuo ha uno stile di vita, ritmi, gusti ed esigenze psicologiche differenti, motivo per cui non esistono diete universali o modelli unici da copiare.
Intervista a Miriam Spina – Biologa nutrizionista e psicologa clinica.
LA TRASCRIZIONE
Oggi affrontiamo la lettera U dell’alfabeto psiconutrizionale. Cosa intendiamo per unicità?
Per unicità intendiamo il connubio tra psiche e biologia nell’ambito nutrizionale. Ognuno di noi veicola una propria unicità legata alle caratteristiche di personalità, al lavoro, alla socialità, ai gusti e ai ritmi di vita. Non si può applicare lo stesso schema alimentare a persone con routine e bisogni differenti.
Spesso ci si confronta con i percorsi altrui o con le immagini del ‘prima e dopo’ diffuse sui social. Qual è il rischio di questo approccio?
Il rischio è quello di ignorare il proprio contesto e la fatica del percorso individuale. Vedere trasformazioni altrui porta a voler le stesse cose senza considerare che ogni storia è unica. Non dobbiamo ambire a replicare il percorso di un’altra persona.
Qual è la domanda fondamentale da porsi quando si approccia un piano alimentare?
La vera domanda non è quale sia la dieta migliore in assoluto, ma quale alimentazione sia sostenibile, adeguata e rispettosa delle mie abitudini e dei miei gusti. Bisogna basarsi su indicazioni salutari generali adattandole al proprio contesto, senza che il cibo diventi una gara o un esame da superare.


