L’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore turistico e la centralità dell’empatia nell’accoglienza. GUIDO GUIDI, fondatore e presidente di THE BEGIN HOTELS, traccia il bilancio della stagione estiva e offre preziosi consigli ai giovani che intendono intraprendere una carriera nel mondo dell’hospitality.
Intervista a Guido Guidi, fondatore e presidente di The Begin Hotels.
LA TRASCRIZIONE
Che estate è stata per il turismo in Italia e come sta cambiando la domanda dei viaggiatori?
È stata una bellissima estate che ha ridefinito il paradigma del turismo. Abbiamo registrato una grande crescita del mercato internazionale e una forte riscoperta delle destinazioni meno conosciute, i cosiddetti secondary market, che sanno offrire tradizioni autentiche e un legame vero con il territorio. È proprio questo che il turista di oggi ricerca con sempre maggiore interesse.
Come si inserisce l’intelligenza artificiale nel settore dell’accoglienza senza raffreddare il rapporto umano con l’ospite?
Nelle nostre strutture la tecnologia deve restituire tempo alle persone, non sostituirle. L’AI offre straordinarie opportunità per l’analisi dei dati, il revenue e la gestione delle prenotazioni, ma il valore dell’ospitalità italiana risiede nel calore, nell’empatia e nella capacità di prendersi cura del cliente. Questo fattore umano e di connessione autentica non sarà mai automatizzabile.
Quale consiglio darebbe a un giovane di vent’anni che desidera iniziare una carriera o un’impresa nel mondo dell’ospitalità?
Questo è un mestiere che richiede prima di tutto grande passione e amore. Il mio consiglio è di non aver fretta, partire dal basso, imparare a osservare e mettersi sempre nei panni dell’ospite. Oltre al percorso scolastico o accademico, per fare la differenza servono costanza, coerenza e quella propensione al caring che è il cuore pulsante del nostro lavoro.


