Prosegue l’alfabeto psico-nutrizionale con la dottoressa Miriam Spina. In questa puntata si parla della lettera T come Trigger Food: quali sono gli alimenti che scatenano abbuffate e perdita di controllo, la loro funzione emotiva e le strategie pratiche per gestirli senza ricorrere a divieti assoluti.
Intervista a Miriam Spina, biologa nutrizionista e psicologa.
LA TRASCRIZIONE
Oggi per l’alfabeto psico-nutrizionale siamo arrivati alla lettera T: T come cibo trigger. Dottoressa, buongiorno.
Buongiorno Freddie e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Prima di entrare nel vivo dell’argomento, ci tengo a dire che oggi non mi trovo nel mio studio ma a Casa AMA, la struttura della cooperativa sociale Ama Aquilone nel Piceno dove sto svolgendo un tirocinio pratico valutativo per l’abilitazione da psicologa. È un’esperienza formativa arricchente in una comunità che si occupa di dipendenze.
Che cosa si intende esattamente per cibo trigger e di quali alimenti parliamo?
Un cibo trigger è un innesco: un alimento che, per ragioni psicologiche e comportamentali, tende a scatenare una perdita di controllo, abbuffate o un costante rimuginare prima e dopo averlo mangiato. Non si tratta semplicemente dei cibi che preferiamo. La scelta varia da persona a persona, ma spesso riguarda dolci, creme al cacao e nocciola, pane fresco, carboidrati o snack salati e croccanti.
Come si può uscire da questo circolo vizioso?
Il primo passo è la consapevolezza: bisogna fare un’analisi funzionale per capire che ruolo ha quel cibo per noi in quel determinato momento (distrazione, conforto, riempimento di un vuoto). Poi occorre pianificare azioni alternative, come fare una passeggiata quando sentiamo il rischio di essere risucchiati da questo meccanismo. Dal punto di vista pratico, è fondamentale non demonizzare l’alimento: il divieto totale aumenta il desiderio. È utile invece acquistare scorte gestibili, prediligendo porzioni piccole ed evitando formati famiglia, e creare un rito consapevole attorno al consumo, magari inserendolo in contesti conviviali. Se la situazione è particolarmente invalidante, è consigliabile rivolgersi al supporto di un professionista.
Quindi il cibo che di solito definiamo junk food in realtà è un cibo trigger?
Non necessariamente junk food: anche il pane fresco o i carboidrati semplici possono esserlo. I cibi trigger non sono una colpa da espiare, ma segnali di come gestiamo le nostre emozioni. Riconoscerli ed essere gentili con se stessi è la chiave per recuperare un rapporto equilibrato e consapevole con l’alimentazione.


