Il sale è un elemento essenziale per l’organismo, ma un suo consumo eccessivo comporta seri rischi per la salute. La biologa nutrizionista Edy Virgili illustra i limiti giornalieri consigliati dall’OMS, le insidie del sodio nascosto nei cibi industriali e le alternative più sane per insaporire i piatti.
Intervista a Edy Virgili, biologa nutrizionista.
LA TRASCRIZIONE
Il sale è spesso demonizzato, ma in realtà il nostro organismo ne ha bisogno: qual è il giusto rapporto nella dieta?
Il sodio è un minerale fondamentale per la nostra sopravvivenza e migliora la palatabilità dei cibi. Il problema principale è che ne usiamo troppo: oltre al sale che aggiungiamo, dobbiamo considerare quello presente naturalmente nei cibi, nell’acqua minerale e soprattutto nei prodotti industriali e nei salumi.
Qual è la dose giornaliera raccomandata e quanto ne consumiamo in media?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno. Tuttavia, le stime mostrano che ne consumiamo mediamente il doppio, tra i 10 e i 12 grammi. Questo eccesso è pericoloso perché aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, ipertensione e tumore gastrico dovuto al danneggiamento della mucosa dello stomaco.
Le alternative come il sale iposodico o il sale di potassio sono valide soluzioni?
La scelta ideale rimane quella di ridurre gradualmente il sale e abituarsi ad insaporire i cibi con le spezie, che sono anche ricche di antiossidanti. Il sale a base di cloruro di potassio può essere un’alternativa, ma va usato con cautela da chi soffre di patologie renali o assume farmaci per l’ipertensione, per evitare un accumulo eccessivo di potassio nel sangue.
Quali piccoli accorgimenti quotidiani possiamo adottare per ridurre il sodio?
È importante imparare a leggere le etichette alimentari per individuare il sodio nascosto, specialmente nei prodotti da forno e nei salumi. Se ad esempio mangiamo del prosciutto crudo, è opportuno evitare di salare l’insalata di contorno, preferendo condimenti alternativi come il succo di limone o l’aceto.


