Torna la rubrica ‘Parole di Lavoro’ con Pierluigi Rausei, dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. In questo appuntamento si analizzano il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2026 e l’introduzione del modulo TFR3 per la previdenza complementare, insieme alla recente sentenza del Consiglio di Stato sui poteri di disposizione degli ispettori a tutela dei lavoratori.
Intervista a PIERLUIGI RAUSEI – Dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
LA TRASCRIZIONE
Ben ritrovato Pierluigi Rausei. Quali sono le importanti novita sul fronte del lavoro di cui parliamo oggi?
Ben trovata Francesca e ben trovati ai radioascoltatori. Oggi riprendiamo ‘Parole di Lavoro’ con due importanti novita. La prima riguarda il Decreto Ministeriale del 4 settembre 2026, reperibile sui siti del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia. Si trattava di una notizia molto attesa dal 1° luglio 2026, data in cui e entrata in vigore la disciplina sull’adesione automatica alla previdenza complementare per la destinazione del TFR. Il Decreto ha introdotto il modulo ufficiale ‘TFR3’, compilabile online, che permette di gestire al meglio l’adesione e consolidare la procedura dal punto di vista documentale.
Qual e invece la seconda novita che riguarda il Consiglio di Stato e l’attivita degli ispettori?
La seconda notizia riguarda la pronuncia del Consiglio di Stato del 22 giugno 2026, che riconosce all’Ispettorato Nazionale del Lavoro e agli ispettori il potere di adottare disposizioni per far riconoscere ai lavoratori i trattamenti normativi e retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali leader. Il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il provvedimento di disposizione anche nei casi in cui, in base alle mansioni effettivamente svolte nell’organizzazione aziendale, spettino tutele ed emolumenti specifici non previsti dal contratto applicato ma presenti in altri contratti collettivi di settore. I lavoratori possono dunque rivolgersi all’Ispettorato per verificare la correttezza del proprio trattamento retributivo.


