Si è svolta OGGI ad ASCOLI la presentazione del primo workshop progettuale ‘STRATEGIE DI ECODESIGN PER IL PACKAGING DI PRODOTTI DI ALTA GAMMA’. L’iniziativa rientra nell’ambito del MASTER di I livello in Ecodesign ed Ecoinnovazione 2026. La collaborazione ha visto coinvolte l’azienda PUSTERLA, l’associazione MARCHE A RIFIUTI ZERO e la guida del designer GENEROSO PARMEGIANI. Il workshop si è concentrato sulla concretizzazione di concept e sull’illustrazione delle proposte progettuali elaborate dagli studenti.
LUCIA PIETRONI, Direttore del MASTER, ha sottolineato l’importanza di riprendere il contatto con le cose per salvare l’ambiente, promuovendo la collaborazione degli studenti con le aziende partner. GENEROSO PARMEGIANI ha evidenziato il ruolo dei prototipi nel conoscere e superare i limiti del lavoro, definendoli un gioco che porta idee nel mondo per il bene comune e della TERRA. Per progettare in ecodesign è necessario avere il cuore aperto, con un’ispirazione alimentata da un fuoco interiore.
PROGETTI INNOVATIVI DAGLI STUDENTI
Gli studenti hanno lavorato sodo per creare soluzioni utili e migliorative per il pianeta. ALVA, CLAUDIA e SOFIA si sono ispirate a un fiore che sboccia, proponendo un packaging con minimo uso di materiali e pochi componenti. Hanno puntato a facilitare assemblaggio e disassemblaggio, ridurre volume, scarti di lavorazione e sfridi, ed estendere la vita utile del packaging che può fungere anche da espositore. La loro progettazione ha avuto inizio con un disegno a mano ed è proseguita con macchinari specifici, evidenziando l’importanza dell’interazione con l’utente. SABRINA PETRUCCI di MARCHE A RIFIUTI ZERO ha commentato l’articolazione del processo e l’importanza di imballaggi monomateriale e facili da smontare per agevolare la raccolta differenziata e il riciclo effettivo.
ELENA e LUDOVICA si sono concentrate sulla doppia natura del packaging, sia come contenitore che come espositore, per valorizzarne entrambe le funzioni. Hanno lavorato per un contenitore facilmente chiudibile, riusabile, monomateriale e con volumi ottimizzati, anche in ottica logistica e di disimballaggio. Hanno approfondito la durabilità estetica ed emozionale, garantendo resistenza, stabilità e precisione della chiusura. Tra le criticità emerse, la deformazione, il meccanismo di apertura e la valutazione del taglio.
GIOVANNI e CHIARA hanno esplorato il meccanismo del packaging cilindrico, ottimizzando il rapporto tra spazio e prodotto e l’impatto ambientale. Si sono concentrate su parametri quali resistenza, replicabilità, sistemi rotazionali e tagli obliqui, utilizzando una specifica macchina da taglio. Per la scelta del materiale, hanno impiegato esclusivamente carta e cartone con l’ausilio di colle.
IL FEEDBACK DELL’INDUSTRIA
GIANLUCA LAMBIASE, Responsabile tecnico Italia di PUSTERLA, azienda leader internazionale nel packaging di lusso, ha riconosciuto il valore dei prototipi. Ha offerto consigli pratici e tecnici, suggerendo prove per aumentare il peso del prodotto o verificare la resistenza dei materiali. Ha sottolineato che, nonostante il lavoro artigianale in PUSTERLA, è fondamentale garantire la qualità attraverso la serialità del prodotto, che deve essere a ‘difetti zero’, ‘costi aggiuntivi zero’ e ‘rifiuti zero’. La struttura interna è stata identificata come la parte più importante per il trasporto e la praticità d’uso. GIANLUCA ha concluso che ‘da qui in poi la palla passa al processo industriale, per avere un risultato finale ottimale!’.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai docenti di supporto DAVIDE PACIOTTI e DANIELE GALLOPPO, ai tutor GIULIA ANTINORI, CATERINA DI FLAMMINIO e VITTORIO GIANNETTI, e a PIERLUIGI ANTONINI, il tecnico di laboratorio che ha accompagnato i ragazzi.
INFO EVENTO:
DATA: OGGI
LUOGO: ASCOLI


