A Crispiero, frazione di Castelraimondo nel Maceratese, una secolare leggenda popolare narra dell’esistenza di una Porta del Purgatorio ad uso esclusivo degli abitanti del borgo. Leonardo Bedini illustra storia, aneddoti e rituali di questa singolare credenza a Radio Linea N°1.
Intervista a Leonardo Bedini, curatore della rubrica su storie e leggende marchigiane.
LA SINTESI
Siamo a ‘Strada facendo’ su Radio Linea N°1. Ci colleghiamo con Leonardo Bedini che ci racconta storie e leggende marchigiane. Dove ci porti oggi, Leo?
Oggi andiamo nelle Marche, vicino a Castelraimondo, a Crispiero, una piccolissima frazione in provincia di Macerata. È un borgo raccolto, arroccato a circa 600 metri di altitudine, con una storia che risale al Medioevo: nel Duecento era un bellissimo castello fortificato con due torri di guardia che controllavano le vallate tra il Potenza e il Chienti. È chiaro perché fosse così ambito dai sovrani marchigiani: da Crispiero la Valle dei Domini la vedi tutta e riesci a conoscere i fatti di tutti prima di tutti. Crispiero ha dato i natali anche a personaggi illustri, come un genetista e un compositore, ed è celebre per la sua popolarissima Festa delle Castagne. Ma oggi non siamo qui per parlare di grano, musica o castagne, bensì per il mistero di una porta.
Qual è la storia legata a questa porta misteriosa di Crispiero?
Secondo la tradizione popolare, a Crispiero esisteva una porta che conduceva direttamente al Purgatorio. Mentre in altri paesi ci si preoccupa di costruire ponti, strade o rotatorie, a Crispiero avevano un collegamento diretto con l’al di là. La porta si trova nella piccola chiesa di San Martino, detta la Chiesuola: sul lato destro dell’edificio c’è un antico arco chiamato appunto ‘Porta del Purgatorio’. La cosa divertente è che non si trattava del Purgatorio comune, ma di un Purgatorio riservato solo a Crispiero e a chi viveva nel paese: una sorta di al di là a chilometro zero, un’area riservata o ‘VIP lounge’ dove espiare i propri peccati vicino casa, magari in compagnia dei vicini con cui ti ubriachi.
Come si svolgeva il rituale di purificazione e cosa rappresenta oggi questa leggenda?
La devozione era legata alla confraternita delle Anime Sante. I membri avevano un gesto rituale preciso: la porta, un tempo aperta, presenta dei gradini, perciò per entrare bisognava chinare la testa in segno di penitenza e, una volta passati oltre ed usciti, la si rialzava purificati. Una sorta di palestra spirituale, un ‘Pilates per lo spirito’, dove anziché fare del bene alla schiena si faceva penitenza. Oggi la porta è murata, ma un artista vi ha realizzato una reinterpretazione della Natività per valorizzare questo angolo di storia. Ogni paese nelle Marche ha il suo prodotto tipico (il carciofo, la crescia, la cicerchia, il prosciutto) e Crispiero ha il suo Purgatorio personalizzato. Anche se non ci sono fonti oltre ai racconti popolari, per generazioni questa credenza ha fatto parte del sangue e della memoria del borgo.
Tu attraverseresti una porta del Purgatorio vicino a casa tua?
Io sono sincero: sì, la attraverserei! Però prima vorrei fare qualche domanda. Visto che siamo nelle Marche e che il Purgatorio è un posto dove devi passare molto tempo a esaminare i tuoi peccati, per una struttura così privata e luxury chiederei prima se almeno il parcheggio è gratuito! Altrimenti, ragazzi, il gioco non vale la candela.


