Nadia STACCHIOTTI racconta SASSOFERRATO tra la ROCCA DI ALBORNOZ e i pincinelli

da | Nov 5, 2026 | APPROFONDIMENTO, Ancona, IN PRIMO PIANO, Cibo, MARCHE, Cultura | 0 commenti

Nadia Stacchiotti presenta le bellezze di Sassoferrato, soffermandosi sulla recente riapertura dopo il restauro della Rocca di Albornoz e sulla sua storia trecentesca. Spazio anche alla tradizione gastronomica locale con i caratteristici pincinelli ai funghi e al tartufo.

Intervista a Nadia Stacchiotti, curatrice del sito Racconti di Marche e del podcast Racconti di viaggio.

LA SINTESI

Sto parlando di Nadia Stacchiotti e dei suoi racconti di Marche. Ma ne ha uno davanti, un paparazzo: di chi si tratta?

È Fluffy, voleva assolutamente salutarti perché è un po’ che non ci sentivamo in radio e non si voleva staccare. Ce lo teniamo qui.

E allora dove ci porti?

Se riesco a farmi vedere, vi porto a Sassoferrato perché è stata riaperta da poco, dopo il restauro, la Rocca di Albornoz ed è quindi visitabile. Vi voglio parlare di questo bellissimo monumento che ha una storia un pochino particolare.

Raccontaci.

Innanzitutto il nome Albornoz non è italiano ma spagnolo. Il cardinale era stato inviato dal Papa che, alla metà del 1300, non stava più a Roma ma ad Avignone. Avendo perso il controllo sui vari territori, compreso quello marchigiano, il Papa mandò questo cardinale per ristabilire l’ordine tra le famiglie ribelli. Il cardinale, che ne fece costruire anche un’altra forse più famosa ad Urbino, prese i soldi estratti da una famiglia ribelle, la famiglia degli Atti, e costruì questa rocca imponente, con un masso centrale e una vista spettacolare sul panorama, nata per difendere il territorio. Per salire c’è una strada medievale in pietra abbastanza ripida e stretta, ma fattibile. Ritornandoci ho scoperto che Sassoferrato ha una parte bassa e una parte alta: andando nella parte alta si può ammirare la rocca e il panorama che si gode da lì.

Stupendo, un’aria fina come si dice. E cosa ci mangiamo una volta che siamo lì a Sassoferrato alto?

Si può anche scendere in basso dove ci sono tanti ristoranti. Ce n’è uno costruito proprio sopra i resti romani dell’antica città, dove si mangia vedendo le mura antiche sotto il vetro calpestabile. La cucina è quella dell’entroterra e tra le curiosità ci sono i pincinelli, una pasta fresca fatta a mano simile a spaghetti più rozzi e ruvidi, che possono essere conditi con i profumi del territorio come il tartufo o i funghi.