Karen TARANTO: l’importanza delle riunioni genitoriali nella vita di coppia

da | Nov 2, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Formazione | 0 commenti

Nella rubrica ‘Oltre il conflitto c’è di più’, la mediatrice familiare Karen TARANTO affronta il tema dell’organizzazione della vita familiare. Le agende quotidiane sono spesso piene di impegni, ma per evitare che i tentativi di confronto spontaneo sfocino in discussioni improduttive occorre fissare veri e propri momenti di dialogo dedicati tra genitori.

Intervista a Karen TARANTO – Mediatrice familiare.

LA SINTESI

Come possiamo gestire il confronto tra genitori nell’agenda di tutti i giorni?

Siamo ormai entrati nel pieno dei ritmi autunnali tra scuola, lavoro, attività pomeridiane e appuntamenti da incastrare. Le agende delle famiglie sono spesso un piccolo capolavoro di organizzazione. Si parla molto di conciliazione tra vita familiare, lavoro e spazi personali, oltre che di carico mentale. Nelle istanze di mediazione mi capita davvero di frequente di affrontare questo tema. Ma c’è una domanda diversa da porsi: in tutta questa agenda così piena, troviamo il tempo per parlare tra genitori? Non sto parlando delle riunioni di classe, ma delle riunioni a casa nostra con l’altro genitore, per confrontarci su questioni che riguardano i nostri figli: una fatica interiore, una scelta educativa su cui non ci sentiamo allineati, una difficoltà che nostro figlio sta attraversando o dubbi che sto vivendo come genitore.

In che cosa consistono concretamente queste riunioni genitoriali?

Intendo mettere a calendario delle vere e proprie riunioni genitoriali, momenti concordati con un tempo dedicato per confrontarsi, anziché tentare degli accenni mentre si prepara la cena, in macchina, prima di andare a dormire o in quei cinque minuti tra un impegno e l’altro. Magari uno dei due vuole affrontare subito la questione mentre l’altro è stanco, ha la testa altrove o non si aspetta di doverne parlare proprio in quel momento. Basta poco perché una conversazione o un tentativo di connessione importante si trasformi in una discussione, e la questione iniziale invece di trovare uno spazio per essere affrontata finisce per aggiungersi alle altre tensioni e al carico mentale.

Qual è l’obiettivo finale di questi spazi dedicati al dialogo?

Questi spazi o riunioni sono intesi proprio come un’unione di intenti. Non necessariamente per accordarsi su tutto, ma per riconoscere che il confronto tra genitori ha bisogno di tempo, cura, attenzione e disponibilità reciproca. Non tutte le questioni possono essere risolte in dieci minuti e non tutte le conversazioni possono cominciare nel momento in cui a uno dei due viene in mente di affrontarle. Prevedere questi momenti all’interno della coppia genitoriale non equivale ad annotare un impegno in più in agenda, ma riguarda il modo in cui scegliiamo di prenderci cura dei più piccoli e di noi insieme. Se ci accorgiamo che non riusciamo a farlo da soli, possiamo farci accompagnare professionalmente nella costruzione di un dialogo più efficace verso relazioni più sostenibili.