Laura BARTOLI presenta il libro Viaggio nell’Ottocento inglese su RADIO LINEA N.1

da | Nov 1, 2026 | APPROFONDIMENTO, IN PRIMO PIANO, MARCHE, Cultura | 0 commenti

L’autrice Laura Bartoli illustra il suo libro “Viaggio nell’Ottocento inglese”, un percorso attraverso nove grandi romanzi della letteratura vittoriana. Tra retroscena storici, leggi sui poveri, sfruttamento dei cavalli e battaglie storiche, l’opera offre una chiave di lettura per comprendere a fondo la societa dell’epoca.

Intervista a Laura Bartoli, scrittrice e autrice di “Viaggio nell’Ottocento inglese”.

LA SINTESI

A noi piace viaggiare anche attraverso le pagine dei libri, nello spazio e nel tempo. “Viaggio nell’Ottocento inglese” di Laura Bartoli e un libro che ci interessa tantissimo. Laura, ben ritrovata. Che cosa ci racconta questo libro?

Il sottotitolo e un po’ la chiave: “Nove grandi romanzi per raccontare un secolo”. Sono partita dalla mia passione per la letteratura e dalla mia curiosita di lettrice. Leggendo i libri di Dickens, che sono stati il mio primo approccio alla letteratura vittoriana, mi sono posta tante domande su questioni sociali, leggi e riferimenti che un lettore contemporaneo non sempre riesce a comprendere. Ho iniziato ad approfondire la vita dell’epoca vittoriana per trovare risposte alle mie domande. Oggi questo bagaglio culturale mi permette di spiegare, attraverso le trame dei grandi romanzi, alcuni nodi dell’epoca che potrebbero risultarci nebulosi.

Facci un esempio concreto di qualcosa che leggendo Oliver Twist con gli occhi contemporanei magari ci perdiamo.

Gia nel sottotitolo, “Le avventure di un fanciullo di parrocchia”, il riferimento alla parrocchia era in realta un richiamo alla Nuova legge sui poveri emanata negli anni ’30 dell’Ottocento. Questa legge introduceva le workhouses come unica forma assistenziale fornita ai poveri: non si potevano piu ricevere aiuti a domicilio dalla parrocchia, perche tutti i fondi andavano a finanziare le workhouses, dove i poveri potevano accedere a vitto e alloggio solo in cambio del proprio lavoro.

Tutti abbiamo in mente l’immagine di Oliver Twist che borseggia. Nel libro spieghi il legame con la moda e come cambiavano le modalita di questi piccoli ladruncoli.

C’e prima di tutto una falla lessicale: in inglese si dice pickpocket, mentre in italiano diciamo borseggiatore. Fagin addestrava i ragazzi della sua gang a estrarre gli oggetti direttamente dalle tasche (pockets). Le tasche si diffusero proprio in quel periodo grazie alla rivoluzione industriale e alla produzione di abbigliamento di massa. Con la nuova conformazione degli abiti, dotati di tasche accessibili, divenne molto piu semplice rubare, facendo nascere la figura dei pickpockets.

Un’altra analisi che colpisce nel libro e quella su Black Beauty. Ci racconti questo testo che ha cambiato l’approccio con gli animali d’affezione?

Molti non lo conoscono semplicemente perche viene spesso relegato alla sezione dei libri per ragazzi. Anna Sewell lo scrisse per rendere accessibile a tutti un messaggio di denuncia contro la violenza sugli animali, usando un linguaggio semplice e divulgativo. L’autrice si rifaceva alla propria esperienza: a causa di un infortunio alla caviglia, per potersi muovere usava un calessino trainato da un pony e montava a cavallo all’amazzone, con una sella apposita per poggiare soltanto la gamba non infortunata. Questa vicinanza le fece comprendere l’incredibile dono e valore dei cavalli.

Nel libro racconti anche la condizione dei cavalli all’epoca, cosa accadeva loro dopo la morte e il riciclo dei resti.

All’epoca i cavalli non erano considerati animali d’affezione ma puri strumenti di lavoro e trasporto. I cavalli da cab erano animali di recupero, anziani, malati o infortunati usati per trainare i taxi nelle citta affollate. Venivano sfruttati fino allo sfinimento e, una volta crollati o morti per strada, venivano recuperati dai macellai o scuoiatori: la pelle, gli zoccoli e tutto il resto venivano riciclati. La carne di cavallo non era considerata pregiata e veniva destinata prevalentemente ai piu poveri; in Inghilterra si preferiva di gran lunga il manzo, il famoso roast beef.

In “Viaggio nell’Ottocento inglese” analizzi anche “La fiera delle vanita” di Thackeray.

La fiera delle vanita e il primo romanzo inserito nel mio libro. L’ho riletto a distanza di dieci anni e l’ho apprezzato molto di piu. Thackeray era il grande concorrente di Dickens ed e un romanzo dotato di un’ironia graffiante e cattivella, con una protagonista audace che di base e una prostituta. Il lettore dell’epoca coglieva al volo i tanti riferimenti satirici e sociali, che oggi per noi richiedono una contestualizzazione.

Nel libro parli anche dei retroscena della battaglia di Waterloo e di cio che accadeva dopo gli scontri.

Dopo la battaglia di Waterloo la violenza continuo per motivi economici: i soldati stessi derubavano i compagni caduti o in fin di vita. In quel periodo nacque anche il macabro fenomeno dell’avorio di Waterloo: con l’aumento del consumo di zucchero portato dall’industrializzazione, i denti si cariavano facilmente e servivano protesi dentarie. Esaurite le scorte di avorio tradizionale, si ricorreva all’estrazione dei denti dai giovani soldati caduti sul campo di battaglia per fabbricare dentiere.

Questo fenomeno ha anche dato impulso a una prima forma di turismo di guerra?

Sito simbolico della sconfitta di Napoleone e del trionfo del Duca di Wellington, la battaglia di Waterloo diede inizio al turismo di guerra. Le persone si recavano sul campo di battaglia sia per interesse didattico e storico, sia sul piano emotivo per cercare notizie o luoghi legati ai propri cari scomparsi.

Parlando di Frankenstein, ci spieghi la suggestione della nave che cerca di attraversare il Polo Nord?

Oltre alla famosa notte di tempesta a Ginevra con Byron e Mary Shelley, l’anno senza estate porto allo scioglimento dei ghiacci artici, riaccendendo le speranze di scoprire il passaggio a Nord-Ovest. Con la fine delle guerre napoleoniche c’erano molte navi e marinai inoccupati che vennero impiegati nelle esplorazioni artiche. Mary Shelley inserisce la spedizione di Robert Walton nel romanzo per affiancarla alla vicenda scientifica di Victor Frankenstein: entrambe le linee narrative raccontano il tentativo umano di sfidare i limiti della natura.