In occasione della Giornata Mondiale della Pasta, la biologa nutrizionista Edy VIRGILI fa chiarezza su benefici, porzioni consigliate e abbinamenti corretti. Dal consumo serale alle differenze tra pasta di semola e pasta all’uovo farcita, l’esperta spiega come inserire la pasta in un’alimentazione varia ed equilibrata senza eccedere.
Intervista a Edy VIRGILI, biologa nutrizionista specializzata in Scienza dell’Alimentazione.
LA SINTESI
Oggi è la Giornata Mondiale della Pasta. Fa bene o fa male mangiare la pasta?
Come tutti gli alimenti, la pasta non fa male e può fare bene, ma dipende da vari fattori. Il primo è la quantità: un etto e mezzo è troppa, il nostro corpo al massimo riesce a gestirne un etto, ma stare leggermente sotto è anche meglio. Ovviamente le dosi sono indicative e vanno adeguate alla persona: a una donna sedentaria di 50 kg ne basterà un po’ meno, a uno sportivo agonista un po’ di più. Il problema principale quindi non è la pasta, ma la quantità che andiamo a mangiare. Il secondo fattore è il condimento: piatti ricchi di grassi saturi consumati tutti i giorni come carbonara, amatriciana o panna e salsiccia non sono il massimo. Se invece condiamo la pasta con tonno, verdure, un battuto di pesce o un ragù leggero di sola carne magra macinata, le proteine, le verdure e l’olio d’oliva bilanciano la glicemia e rendono il piatto completo. L’ultimo consiglio è evitare la monotonia: non bisogna mangiare sempre la stessa cosa. In Italia abbiamo un ventaglio di cibi invidiabile, quindi è bene alternare la pasta con riso, polenta, legumi e altri cereali.
La pasta si può mangiare la sera?
Dipende da cosa si fa la sera o la mattina successiva. Se la sera si va a ballare in pista per quattro ore, se ci si sveglia alle 5 di mattina per andare a correre o se si fanno i turni di notte, la pasta a cena va benissimo perché fornisce il giusto rifornimento di carboidrati prima dell’attività. Se invece si va a dormire e si fa una vita da impiegati, un piatto abbondante di pasta la sera apporta un carico di carboidrati difficile da smaltire, che stimola troppo l’insulina e rischia di alterare alcuni processi metabolici notturni. Una quantità ridotta, come 30 grammi di pastina in una minestra o massimo 50 grammi di pasta o riso abbinati a un secondo, ci sta; ma il piattone prima di dormire è meglio evitarlo.
Nella categoria della pasta rientrano anche piatti come cannelloni, lasagne o vincisgrassi?
No, quella è un’altra roba! Nei cannelloni o nelle lasagne c’è primo, secondo, terzo e quindicesimo insieme. Lì parliamo di pasta all’uovo e non di semplice pasta di semola, il che cambia già l’apporto di grassi e proteine. In più, queste preparazioni sono ben farcite: nei cannelloni c’è più carne che pasta, mentre la lasagna contiene formaggi e besciamella. Non si possono proprio equiparare a un semplice piatto di spaghettini al pomodoro.
E la classica spaghettata aglio, olio e peperoncino a mezzanotte?
Quella andava bene quando avevamo vent’anni, si andava a ballare tutta la notte e non si andava a dormire presto!
C’è chi sostiene che mangiare la pasta la sera aiuti a rilassarsi…
È vero, mangiare la pasta stimola lo sviluppo di endorfine, che sono molecole che rilassano. Sono d’accordo su questo, però la pasta la sera fa anche un po’ allargare i fianchi. Bisogna fare un bilancio e capire quale sia la propria priorità.


