Torna la terza edizione del progetto ‘Giro di Boa’, un’iniziativa che unisce sport e salute offrendo alle donne in percorso post-oncologico un’esperienza di rinascita e condivisione attraverso la vela.
Dai corsi pratici e teorici di navigazione in partenza dal Club Vela di Civitanova Marche fino alle attività di prevenzione sui tumori femminili, l’equipaggio tutto al femminile accoglie il supporto di una rete inclusiva di volontari.
Intervista a Laura Bartolini, velista e componente del Wonderful Sailing Team.
LA TRASCRIZIONE
Con Laura Bartolini parliamo della terza edizione di ‘Giro di Boa’. Si parla di andare a vela come percorso di rinascita: rispetto a cosa?
Soprattutto rispetto a quelle situazioni in cui una donna ha dovuto affrontare un momento difficile della propria vita, come quello di una malattia oncologica, in particolare un tumore al seno.
Questo equipaggio, che riparte per il terzo anno, da chi è composto e come nasce l’idea dell’avvicinamento alla vela?
L’idea del progetto ‘Giro di Boa’ nasce per trovare un parallelismo tra la vela e la vita. Il giro di boa è il momento in cui si vira, si cambia rotta e ci si lascia il vento negativo alle spalle. Vogliamo aiutare le donne nella fase post-oncologica a ritrovare una ripartenza, fiducia e speranza attraverso lo sport e la vela.
Quante persone partecipano quest’anno e da dove si salpa?
Quest’anno ospiteremo venti donne operate al seno e salperemo dal Club Vela di Civitanova Marche. Durante il weekend del 25, 26 e 27 settembre offriremo loro corsi teorici e pratici di barca a vela.
Quali altre iniziative sono previste durante il fine settimana?
Faremo molta prevenzione sui tumori femminili con un convegno che vedrà ospite la dottoressa oncologa Lorena Verdecchia. Il weekend culminerà domenica con la partecipazione a una regata di circolo insieme all’equipaggio del Wonderful Sailing Team.
Che tipo di imbarcazione vi ospiterà?
Si tratta di una bellissima barca d’altura di 14 metri, una Jeanneau Sun Odyssey, messa a dispositione dall’armatore Walfredo Marsili, che ci supporta costantemente.
Ci sono novità per quanto riguarda la partecipazione e l’organizzazione?
Una bellissima novità di quest’anno riguarda gli ‘alleati’. Sebbene l’equipaggio sia interamente femminile, la vita a bordo è inclusiva: molti volontari uomini si sono avvicinati alla causa per esperienza personale diretta o familiare, contribuendo ciascuno con il proprio aiuto ed entusiasmo.


