Il dirigente dell’Ispettorato del Lavoro Pierluigi Rausei illustra i dettagli del decreto attuativo sull’esonero contributivo per le aziende che investono in misure di conciliazione vita-lavoro. Uno strumento pensato per incentivare la parità di genere e il welfare aziendale.
Intervista a Pierluigi Rausei, dirigente dell’Ispettorato del Lavoro.
LA TRASCRIZIONE
Quali sono le novità ministeriali in materia di conciliazione vita-lavoro ed esonero contributivo?
La novità nasce dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro, il Ministero della Famiglia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta dell’attuazione dell’articolo 6 del decreto Primo Maggio (decreto-legge 48/2023 convertito nella legge 85/2023). La misura prevede un finanziamento di 7 milioni di euro per il 2024 e di 12 milioni di euro per il 2025 e il 2026 per finanziare l’esonero contributivo a favore delle aziende che si doteranno della certificazione sulle politiche di conciliazione vita-lavoro.
Come viene applicato concretamente questo incentivo contributivo per le imprese?
Il recente decreto interministeriale affida all’INPS la gestione della piattaforma telematica per accedere al beneficio. L’esonero ammonta all’1% dei debiti contributivi complessivi aziendali su base mensile e annuale, fino a un massimo di 50.000 euro per ciascuna azienda. Non riguarda solo le piccole imprese, ma anche quelle di grandi dimensioni. Chi ottiene la certificazione ha diritto immediato all’esonero dal giorno dell’ottenimento fino al 31 dicembre 2026.
Quali interventi devono realizzare le aziende per ottenere la certificazione?
I criteri si basano sulla prassi UNI/PdR 125/2022 e sui contenuti della legge 162/2021, e riguardano il sostegno alla natalità, la cura dei familiari, la genitorialità, le pari opportunità e il supporto ai caregiver. Le aziende di qualsiasi dimensione che mettono in atto concreti interventi di welfare, rimodulazione degli orari di lavoro o accomodamenti ragionevoli per i dipendenti possono ottenere la certificazione e accedere all’esonero contributivo.


