Pierluigi Rausei, dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, illustra le caratteristiche e le recenti novità sui contratti collettivi di prossimità. Nell’appuntamento con Parole di Lavoro si analizzano il deposito obbligatorio presso Ministero e CNEL, le tutele per i dipendenti e i nuovi obblighi di comunicazione scritta.
Intervista a PIERLUIGI RAUSEI, dirigente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
LA TRASCRIZIONE
Qual è il ruolo dei contratti collettivi di prossimità nel mondo del lavoro?
I contratti collettivi di prossimità consentono di adattare la normativa del lavoro alle specifiche esigenze aziendali e dei lavoratori. Si tratta di accordi aziendali o territoriali che possono derogare, entro i limiti previsti dall’articolo 8 del decreto 138 del 2011, alle norme di legge e alle disposizioni dei contratti collettivi nazionali.
Quali novità recenti sono state introdotte dal legislatore per questi accordi?
Il legislatore ha stabilito tre regole fondamentali. La prima è che il contratto di prossimità deve essere depositato sia presso il Ministero del Lavoro sia presso il CNEL. La seconda prevede che, per le aziende con meno di 15 dipendenti prive di rappresentanza sindacale, gli accordi con misure peggiorative debbano essere sottoscritti presso la sede territoriale dell’Ispettorato del Lavoro. La terza regola impone un’informativa scritta obbligatoria a tutti i lavoratori interessati, inviata tramite e-mail o piattaforme aziendali.


